“un gioco di chiaro scuri molto suggestivo” (IT)

author: Orphen | magazine: entrate parallele | review of the demo mindprojector

Riesco a recuperare questo demo tape di sfuggita, e meno male…altrimenti avrei rischiato di perdermi un pregevole esempio di Prog Metal suonato e prodotto come Dio comanda. Il disco in questione è opera di un trio che ha la sua base nei dintorni di Milano, e si presenta coma una gradevole alternativa per i fans di band come Dream Theater, Symphony X o i nostri DGM.

La prima traccia inizia con un intro di tastiera che sfocia in una strofa di matrice tipicamente prog, che è poi seguita da un bridge che ricorda da vicino la band di Mike Romeo e da un ritornello molto melodico à la Magnitude 9. Non è finita qui; la song in questione continua a snodarsi tra pezzi orecchiabili e frangenti più aggressivi, con le chitarre in bella evidenza e la voce di Pino Tozzi (ex Time Machine) a reggere le fila del discorso.

Il secondo brano del cd si presenta in maniera piuttosto diversa dal precedente; infatti l’incipit è sempre affidato ai synth, ma il ruolo fondamentale continuano a recitarlo le chitarre, qui molto cattive e oscure, che giocano a creare un gioco di chiaro-scuri molto suggestivo. Il chitarrista Patrick a metà del brano si ritaglia uno spazio per un assolo nervoso e tecnico in cui affiorano le sue influenze: John Petrucci e Yngwie Malmsteen (Pat, dimmi se sbaglio…ndr). L’ultima traccia del demo in mio possesso si apre con un giro di accordi che potrei definire solare, impressione che mi accompagna anche nei seguenti passaggi, che mi hanno riportato alla memoria alcune composizioni di un certo “Images And Words”…e scusate se è poco! Molto bello anche il lavoro svolto per le voci e il break in cui chitarra e tastiera si rincorrono in una progressione in cui, ancora una volta fanno capolino i Dream Theater; il brano prosegue poi secondo gli stilemi del Prog, ovvero alternando spezzoni melodici a parti rabbiose, il tutto condito da una drum machine programmata ad hoc e mai troppo invasiva.
Per Concludere, vorrei una menzione d’onore per la produzione del disco: a quanto riferitomi, questo è un lavoro completamente fatto in casa, dalle registrazioni al mixing; motivo in più per farci capire che i ragazzi hanno del potenziale e non aspettano altro che una label che voglia scommettere su di loro. Bravi, bravi, ed ancora Bravi!!!

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