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	<title>Ora Nombro &#124; The official site &#187; italy</title>
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	<description>The latest news, the ultimate reviews and music downloads for the progressive metal band Ora Nombro.</description>
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		<title>Unprogged: &#8220;uno dei migliori album degli ultimi tempi&#8221; (IT)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ora nombro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Thanks to Ferruccio Battini, the Unprogged reviewer:
&#8220;Non credevo potesse accadere e invece sì, è successo, con mia grande sorpresa ed immensa gioia. No, non sono diventato padre, ma ho finalmente avuto l&#8217;occasione di ascoltare il &#8220;disco che non ti aspetti&#8221;. Seguo gli Ora Nombro sin dal loro debutto (Mindprojector, la loro demo, risale al 2004) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Thanks to Ferruccio Battini, the Unprogged reviewer:</p>
<p>&#8220;Non credevo potesse accadere e invece sì, è successo, con mia grande sorpresa ed immensa gioia. No, non sono diventato padre, ma ho finalmente avuto l&#8217;occasione di ascoltare il &#8220;disco che non ti aspetti&#8221;. Seguo gli Ora Nombro sin dal loro debutto (Mindprojector, la loro demo, risale al 2004) ed ho sempre pensato che questi italianissimi ragazzi potessero davvero fare il botto, grazie ad una freschezza notevole nel songwriting e doti tecniche invidiabili.</p>
<p>Ma non avrei mai pensato che il loro primo full-length potesse avere un tale impatto in termini di qualità, ispirazione ed idee: gli Ora Nombro propongono una ricetta efficacissima, fatta di progressive metal intricato ed a tratti cervellotico, nei cui anfratti trovano spazio e, talvolta, dilagano melodie trascinanti, di indubbio fascino ed una ricercatezza sonora raramente riscontrabile altrove. <span id="more-186"></span>Merito di una band compatta, sicura di sè, e merito anche del talento cristallino di Pat Matrone, fondatore del gruppo insieme a Paolo Rama, ormai ex membro del combo meneghino: il chitarrista in questione non solo si è occupato della scrittura dell&#8217;intero album, ma lo ha letteralmente infarcito di assoli tremendamente esaltanti e ritmiche che pescano ora dal jazz ora dal metal più puro, aggredendo l&#8217;ascoltatore con soluzioni spiazzanti, riff di immediata assimilazione, note che arrivano da ogni lato. Accompagnato ed assecondato alla perfezione da due ottimi musicisti come Stromendo e Serati, che non mancano di sottolineare ed enfatizzare i passaggi più azzardati, Matrone si è fatto carico anche della parte ritmica, programmando una drum-machine mai così convincente: sono un purista della batteria &#8220;live&#8221;, ma il lavoro fatto su questo disco è quasi certosino. Suoni realistici, grande dinamicità, ed una creatività che delinea una grande capacità di scrittura: il sound degli Ora Nombro, articolato ma al tempo stesso coeso, fa uso anche di molta elettronica per un risultato finale di indubbio fascino. Merito di una accurata scelta dei suoni, specie per quanto concerne le tastiere: gli effetti di Stromendo non sono mai invadenti nè stridenti, e permettono ai brani di guadagnare in atmosfera.</p>
<p>Un utilizzo saggio ed equilibrato che si palesa sin dall&#8217;inizio, nella conturbante introduzione di &#8220;Between Man and Machine&#8221;: raffinata e graffiante, ricca di botta e risposta tra chitarre, basso e batteria, con la tastiera a rilanciare l&#8217;andatura. Un biglietto da visita praticamente perfetto. La qualità media dei brani è davvero alta, e si prosegue sulle vibrazioni di &#8220;Discovery&#8221;, dove fa capolino anche la voce di Pino Tozzi: prestazione convincente la sua, anche se (per trovare il pelo nell&#8217;uovo ad un lavoro eccellente) la pronuncia è migliorabile e si ha l&#8217;impressione di poter lavorare ancora sull&#8217;estensione vocale. Splendido invece il cantato nelle parti più morbide, dove il feeling di Tozzi vien fuori in tutta la sua pienezza.</p>
<p>E&#8217; però nelle tracce meno movimentate che gli Ora Nombro mostrano le uniche debolezze di un songwriting solidissimo: &#8220;New Life&#8221; e &#8220;Beyond the Wall&#8221; sono ben arrangiate, e riescono persino ad emozionare ai primi ascolti, ma tradiscono una certa piattezza di fondo.</p>
<p>Poco male, visto che negli episodi strumentali e nei restanti brani è possibile apprezzare tutte le sfumature del gruppo milanese: &#8220;Reason to Live&#8221; potrebbe far parte di un ipotetico Images and Words part II, orecchiabile ed ammiccante com&#8217;è; &#8220;Synoptic Groove&#8221; è un&#8217;autentica sbornia di tempi dispari, sfumature fusion ed accelerazioni impreviste, così come la epica &#8220;Asymmetrical Thoughts&#8221;: quasi undici minuti di pura progressione musicale, tra unisoni funambolici, dissonanze e respiri futuristici, improvvisazioni jazz e sfuriate elettriche. Matrone resta sugli scudi anche nella conturbante &#8220;The Thin Line&#8221;, anche se è il basso di Serati a renderla speciale grazie ad un groove notevole che sostiene il brano per tutta la sua durata, nonostante le partiture non siano affatto delle più lineari.</p>
<p>Non mancano neanche qui i momenti folli ed una virata verso tonalità più cupe, ma impressiona la facilità con la quale il gruppo riesce ad unire complicate strutture ritmiche a sezioni fortemente catchy, senza intaccare in alcun modo la resa finale del pezzo.</p>
<p>Degna di nota anche la conclusiva &#8220;Dark Skies&#8221;, bonus track interamente scritta da Tozzi: efficaci chiaroscuri, interessanti variazioni di tempo e, ancora, deliziose aperture fusion a cesellare un percorso musicale ben preciso.</p>
<p>Gli Ora Nombro sono già riusciti a plasmare un loro stile personale, un progressive metal che, ripartendo dalla miglior tradizione made in Dream Theater (quelli buoni, si intende!), si intreccia a fraseggi jazz, ricami melodici ed influenze elettroniche capaci di formare un tutt&#8217;uno poliedrico, affascinante e carico di emozioni, nonostante l&#8217;apparente abuso del virtuosismo. Niente in questo disco è lasciato al caso, si respira amore per la musica, voglia di mettersi in gioco, di entusiasmare, di spiazzare e coinvolgere al tempo stesso: un bersaglio centrato in pieno che riempie di soddisfazione, perchè colpito da una band italianissima, talentuosa e già matura per il grande salto.</p>
<p>Arricchire la line-up con un batterista vero potrebbe garantire alle composizioni degli Ora Nombro quel calore che, nonostante l&#8217;eccellente lavoro di programming, ancora manca e che darebbe al prodotto finale una marcia in più verso l&#8217;eccellenza. Nonostante ciò &#8220;Between Man and Machine&#8221; resta uno dei migliori album degli ultimi tempi, un trionfo di note che sazierà anche il progster più affamato. La parola alle labels, qui c&#8217;è una potenziale gallina dalle uova d&#8217;oro.&#8221;</p>
<p>READ THE ORIGINAL REVIEW: <a href="Non credevo potesse accadere e invece sì, è successo, con mia grande sorpresa ed immensa gioia. No, non sono diventato padre, ma ho finalmente avuto l'occasione di ascoltare il &quot;disco che non ti aspetti&quot;. Seguo gli Ora Nombro sin dal loro debutto (Mindprojector, la loro demo, risale al 2004) ed ho sempre pensato che questi italianissimi ragazzi potessero davvero fare il botto, grazie ad una freschezza notevole nel songwriting e doti tecniche invidiabili. Ma non avrei mai pensato che il loro primo full-length potesse avere un tale impatto in termini di qualità, ispirazione ed idee: gli Ora Nombro propongono una ricetta efficacissima, fatta di progressive metal intricato ed a tratti cervellotico, nei cui anfratti trovano spazio e, talvolta, dilagano melodie trascinanti, di indubbio fascino ed una ricercatezza sonora raramente riscontrabile altrove. Merito di una band compatta, sicura di sè, e merito anche del talento cristallino di Pat Matrone, fondatore del gruppo insieme a Paolo Rama, ormai ex membro del combo meneghino: il chitarrista in questione non solo si è occupato della scrittura dell'intero album, ma lo ha letteralmente infarcito di assoli tremendamente esaltanti e ritmiche che pescano ora dal jazz ora dal metal più puro, aggredendo l'ascoltatore con soluzioni spiazzanti, riff di immediata assimilazione, note che arrivano da ogni lato. Accompagnato ed assecondato alla perfezione da due ottimi musicisti come Stromendo e Serati, che non mancano di sottolineare ed enfatizzare i passaggi più azzardati, Matrone si è fatto carico anche della parte ritmica, programmando una drum-machine mai così convincente: sono un purista della batteria &quot;live&quot;, ma il lavoro fatto su questo disco è quasi certosino. Suoni realistici, grande dinamicità, ed una creatività che delinea una grande capacità di scrittura: il sound degli Ora Nombro, articolato ma al tempo stesso coeso, fa uso anche di molta elettronica per un risultato finale di indubbio fascino. Merito di una accurata scelta dei suoni, specie per quanto concerne le tastiere: gli effetti di Stromendo non sono mai invadenti nè stridenti, e permettono ai brani di guadagnare in atmosfera. Un utilizzo saggio ed equilibrato che si palesa sin dall'inizio, nella conturbante introduzione di &quot;Between Man and Machine&quot;: raffinata e graffiante, ricca di botta e risposta tra chitarre, basso e batteria, con la tastiera a rilanciare l'andatura. Un biglietto da visita praticamente perfetto. La qualità media dei brani è davvero alta, e si prosegue sulle vibrazioni di &quot;Discovery&quot;, dove fa capolino anche la voce di Pino Tozzi: prestazione convincente la sua, anche se (per trovare il pelo nell'uovo ad un lavoro eccellente) la pronuncia è migliorabile e si ha l'impressione di poter lavorare ancora sull'estensione vocale. Splendido invece il cantato nelle parti più morbide, dove il feeling di Tozzi vien fuori in tutta la sua pienezza. E' però nelle tracce meno movimentate che gli Ora Nombro mostrano le uniche debolezze di un songwriting solidissimo: &quot;New Life&quot; e &quot;Beyond the Wall&quot; sono ben arrangiate, e riescono persino ad emozionare ai primi ascolti, ma tradiscono una certa piattezza di fondo. Poco male, visto che negli episodi strumentali e nei restanti brani è possibile apprezzare tutte le sfumature del gruppo milanese: &quot;Reason to Live&quot; potrebbe far parte di un ipotetico Images and Words part II, orecchiabile ed ammiccante com'è; &quot;Synoptic Groove&quot; è un'autentica sbornia di tempi dispari, sfumature fusion ed accelerazioni impreviste, così come la epica &quot;Asymmetrical Thoughts&quot;: quasi undici minuti di pura progressione musicale, tra unisoni funambolici, dissonanze e respiri futuristici, improvvisazioni jazz e sfuriate elettriche. Matrone resta sugli scudi anche nella conturbante &quot;The Thin Line&quot;, anche se è il basso di Serati a renderla speciale grazie ad un groove notevole che sostiene il brano per tutta la sua durata, nonostante le partiture non siano affatto delle più lineari. Non mancano neanche qui i momenti folli ed una virata verso tonalità più cupe, ma impressiona la facilità con la quale il gruppo riesce ad unire complicate strutture ritmiche a sezioni fortemente catchy, senza intaccare in alcun modo la resa finale del pezzo. Degna di nota anche la conclusiva &quot;Dark Skies&quot;, bonus track interamente scritta da Tozzi: efficaci chiaroscuri, interessanti variazioni di tempo e, ancora, deliziose aperture fusion a cesellare un percorso musicale ben preciso. Gli Ora Nombro sono già riusciti a plasmare un loro stile personale, un progressive metal che, ripartendo dalla miglior tradizione made in Dream Theater (quelli buoni, si intende!), si intreccia a fraseggi jazz, ricami melodici ed influenze elettroniche capaci di formare un tutt'uno poliedrico, affascinante e carico di emozioni, nonostante l'apparente abuso del virtuosismo. Niente in questo disco è lasciato al caso, si respira amore per la musica, voglia di mettersi in gioco, di entusiasmare, di spiazzare e coinvolgere al tempo stesso: un bersaglio centrato in pieno che riempie di soddisfazione, perchè colpito da una band italianissima, talentuosa e già matura per il grande salto. Arricchire la line-up con un batterista vero potrebbe garantire alle composizioni degli Ora Nombro quel calore che, nonostante l'eccellente lavoro di programming, ancora manca e che darebbe al prodotto finale una marcia in più verso l'eccellenza. Nonostante ciò &quot;Between Man and Machine&quot; resta uno dei migliori album degli ultimi tempi, un trionfo di note che sazierà anche il progster più affamato. La parola alle labels, qui c'è una potenziale gallina dalle uova d'oro." </p>
<p><a href="http://www.unprogged.com/showthread.php?t=4250">READ THE ORIGINAL REVIEW</a></p>
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		<title>EUTK: &#8220;un sound bello e coinvolgente&#8221; (IT)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 15:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ora nombro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[magazine: EUTK &#124; review of the demo mindprojector
Questa INTERESSANTISSIMA band Milanese nasce nel 2003 da un&#8217;idea di Pat Matrone, valido chitarrista, e del tastierista Paolo Rama. In seguito seguito a questo duo si unisce il cantante Pino Tozzi (già cantante dei Time Machine in &#8220;Evil&#8221; e dei grandi Arkhè nell&#8217;omonimo album). La formazione prende il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>magazine:</strong> <a href="http://www.eutk.net/album.aspx/4938/" target="_blank">EUTK</a> | <em>review of the demo mindprojector</em></p>
<p>Questa INTERESSANTISSIMA band Milanese nasce nel 2003 da un&#8217;idea di Pat Matrone, valido chitarrista, e del tastierista Paolo Rama. In seguito seguito a questo duo si unisce il cantante Pino Tozzi (già cantante dei Time Machine in &#8220;Evil&#8221; e dei grandi Arkhè nell&#8217;omonimo album). La formazione prende il nome di Ora Nombro, il cui significato in esperanto è &#8220;Sezione Aurea&#8221;. Verso la fine del 2004 la band trova in Andrea Serati il bassista ideale, va infatti ricordato che le parti di basso di questo demo sono state egregiamente registrate dal chitarrista Pat Matrone che si è anche cimentato nella programmazione e nella realizzazione delle parti di batteria attraverso l&#8217;ausilio della drum-machine.<br />
Ma ora veniamo alla musica. Il demo &#8220;Mindprojector&#8221; ci propone tre brani di elevata qualità tecnico-compositiva, dove la matrice portante è un prog-metal anni &#8216;90, anni in cui i gloriosi fasti dei Dream Theater cominciavano a segnare i primi passi di questo genere, ora diventato quasi uno status all&#8217;interno del panorama musicale metal. Il primo brano &#8220;Delivery si snoda su tempi cadenzati dove traspare anche qualche influenza elettronica che non guasta, intervallati da esplosioni puramente heavy in cui i nostri fanno crescere il ritmo all&#8217;unisono senza mai dimenticare la musicalità e la melodia. Davvero pregevoli gli inserti tastieristici all&#8217;interno del ritornello: danno alla song un senso di energia in più e hanno un sound veramente bello e coinvolgente. La parte finale della canzone ci regala un intervallo lento sul quale la voce di Pino Tozzi sussura sopra un delicato arpeggio di tastiera, infine l&#8217;incedere del ritmo che ci riporta al bellissimo e pomposo ritornello.<br />
La successiva &#8220;Dark Skies&#8221; con il suo inizio vertiginoso spezzato dalla voce di Tozzi e da un netto cambio di tempo su cui inizia il ritornello, è un pezzo veramente degno di nota. La parte di ritornello poi è veramente splendida: un cambio di tempo che apre un&#8217;ariosa e malinconica melodia vocale degna dei grandi Fates Warning di &#8220;The Eleventh Hour&#8221;. Di notevole impatto alcuni inserti di chitarra su cui spiccano anche un paio di sweep egregiamente eseguiti. Finale classico alla Dream Theater/Rush: con crescendo esplosivo. Credetemi questa song è veramente da brivido. Bravi ragazzi, avete proprio fatto centro! Il pezzo conclusivo di questo demo &#8220;The Thin Line&#8221; conferma nuovamente le doti compositive degli Ora Nombro che nei 10 minuti di durata di questa canzone riescono sempre ad essere coinvolgenti, innovativi e mai noiosi. Ad un inizio lento e riflessivo fa seguito un riff di chitarra che crea quasi un botta-risposta con la testiera di Paolo Rama che successivamente con un interessante arpeggio veloce di tastiera introduce il cantato davvero valido di Pino Tozzi (che io ebbi modo di vedere esibirsi dal vivo diversi anni fa al pub 4 Assi di None (TO) quando cantava negli Arkhè, e già allora la sua tecnica vocale mi sorprese in positivo). La parte centrale più ossessiva e forsennata è davvero interessante così come la parte melodica cantata da Tozzi su tonalità quasi impossibili. Splendida poi la parte finale dove la voce di Tozzi pennella delicate trame vocali.<br />
Personalmente ritengo questo demo degli Ora Nombro davvero un buon lavoro considerando anche l&#8217;ottima produzione.<br />
L&#8217;utilizzo della drum-machine alla lunga risulta un po&#8217; fastidioso, ma credo che se questa banda riuscirà a trovare un valido batterista avrà un roseo futuro, perchè, batterista a parte, gli Ora Nombro hanno ben poco da invidiare ad altre affermate band di questo genere musicale. Inoltre dalla loro hanno una vena compositiva davvero fuori dal comune e un cantante eccezionale.<br />
Complimenti, continuate così!</p>
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		<title>Metalwave: &#8220;Atmosfere solari e brillanti&#8221; (IT)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 12:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ora nombro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[author: Cynicalsphere &#124; magazine: Metalwave &#124; review of the demo mindprojector
Forse tre brani sono pochi per poter esprimere un giudizio definitivo su una band, ma credo che in questo caso il talento enorme degli esordienti Ora Nombro sia talmente evidente da rendere superfluo qualsiasi altro commento. Mi capita raramente di ascoltare composizioni tanto ambiziose ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>author: </strong>Cynicalsphere | <strong>magazine:</strong> <a href="http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=404" target="_blank">Metalwave</a> | <em>review of the demo mindprojector</em></p>
<p>Forse tre brani sono pochi per poter esprimere un giudizio definitivo su una band, ma credo che in questo caso il talento enorme degli esordienti Ora Nombro sia talmente evidente da rendere superfluo qualsiasi altro commento. Mi capita raramente di ascoltare composizioni tanto ambiziose ed eleganti quanto quelle proposte da questa nuova promessa del prog metal italiano.</p>
<div id="mydiv2" style="display: block;">
<p>Il titolo del loro primo mini cd autoprodotto è “MindProjector”, la sua registrazione risale all&#8217;estate del 2004, e credo possa interessare ogni amante del prog metal che si rispetti. Gli Ora Nombro, un nome piuttosto atipico che significa “Sezione Aurea” nella neolingua Esperanto, sono nati dalla collaborazione del tastierista Paolo Roma e del chitarrista Pat Matrone, i quali avevano già suonato insieme negli Awareness Of Fate e nei Visionary Horizon.</p>
<p>Mi permetto di fare i miei complimenti a Pat Malone, il suo stile e la sua tecnica sono veramente immensi, quello che mi ha colpito è la sua giovane età, ventiquattro anni. A loro si unirono il bassista Andrea Serati e l&#8217;ottimo vocalist Pino Tozzi, che ha cantato sull&#8217;ultimo disco dei Time Machine “Evil” ed è stato dietro al microfono degli Arkhè. Ci tengo a precisare quanto “MindProjector” sia un prodotto professionale e di alta qualità sonora, registrato in maniera perfetta. Le parti di batteria penso siano state eseguite con una drum machine dal chitarrista Pat Malone, in questo momento la band è alla ricerca di un drummer. Il songwriting si rivela immediatamente di altissima fattura, gli Ora Nombro possono essere nominati tra le nuove ed ambiziose band del panorama prog metal moderno. Paragoni possono essere fatti con gli Zero Hour, con i Power Of Omens, con gli eclettici Wolverine, i Vanden Plas, in certi tratti mi sono venuti in mente anche i Control Denied. Le tre composizioni del disco sono articolate e complesse, credo vi serviranno diversi ascolti per poterle apprezzare nella loro varietà. La band non mira semplicemente ad un’esecuzione di esercizi strumentali che possano stupire l&#8217;ascoltatore, ma sembra maggiormente interessata al senso emozionale della musica. Ogni brano possiede infatti una struttura complessa e mantiene una linea melodica identificabile ed efficace fin dai primi ascolti. Si comincia molto bene con “Discovery”, una composizione veramente elegante dove gli Ora Nombro si distinguono per ispirazione e ambizione musicale. Mi sono piaciuti molto i cambi di tempo e i differenti registri sonori che si alternano lungo tutto il brano, le parti vocali sono veramente efficaci. L&#8217;interpretazione vocale dell&#8217;ottimo Pino Tozzi rende la successiva “Dark Skyes” una vera perla di progressive metal dai tratti cambievoli. Le chitarre si mostrano aggressive e colpiscono nel segno, mantenendo il profilo strettamente &#8220;metal&#8221; del gruppo, il ritornello esplode letteralmente coinvolgendo l&#8217;ascoltatore fin dal primo ascolto. Le tastiere vengono giocate con intelligenza, il gruppo sembra aver assorbito e rielaborato la lezione impartita da Michael Pinnella nei Symphony X. Infatti agli inseguimenti strumentali tra chitarre e tastiere si alternano spesso aperture romantiche e rallentate di grande spessore artistico. L&#8217;ultima composizione, “The Thin Line” concede una maggiore attenzione alle contaminazioni jazz, tuttavia la band non perde di vista la sua identità sonora, riuscendo a generare un suono fluido e potente in ogni frangente del pezzo. Credo sia questo dualismo a fare la fortuna del gruppo e spero venga mantenuto in futuro. Gli Ora Nombro hanno dimostrato di poter puntare molto in alto con questo primo demo, spero possano trovare presto un’etichetta che punti su di loro e gli dia la possibilità di realizzare il disco d&#8217;esordio sulla lunga distanza. Per ora posso solo consigliare alla band di continuare in questa direzione, i risultati non tarderanno ad arrivare.</p></div>
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		<title>Metal Holocaust: &#8220;Una composizione elegante&#8221; (IT)</title>
		<link>http://www.oranombro.com/hello-world.html</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 14:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ora nombro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[author: Eugenio Giordano &#124; magazine: metalholocaust &#124; review of the demo mindprojector
Ci sono momenti nella dura vita dello scribacchino, come mettersi seduti ad ascoltare un cd per poi tirarne giù qualche riga di giudizio, che rappresentano un vero e proprio sforzo mentale, dettato più dal dovere di scrivere che dal piacere di ascoltare musica. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>author: </strong>Eugenio Giordano | <strong>magazine:</strong> <a href="http://www.metalholocaust.com/modules/skmusic/user/album.php?album=876" target="_blank">metalholocaust</a> | <em>review of the demo mindprojector</em></p>
<p>Ci sono momenti nella dura vita dello scribacchino, come mettersi seduti ad ascoltare un cd per poi tirarne giù qualche riga di giudizio, che rappresentano un vero e proprio sforzo mentale, dettato più dal dovere di scrivere che dal piacere di ascoltare musica. In altri istanti invece verrebbe voglia di buttare via carta e penna e di star lì attaccato allo stereo ad ascoltare e riascoltare quel dischetto inserito nel lettore, a goderselo per tutto il tempo della sua durata.</p>
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<p>Ed è proprio questo quel che mi è successo con “Mindprojector” dei milanesi Ora Nombro, progetto concepito dalla mente di Pat Matrone e Paolo Rama, a cui in seguito si sono uniti l’ex Time Machine Pino Tozzi alla voce ed Andrea Serati nella veste di bassista.</p>
<p>Sono stati necessari pochi minuti per capire l’indubbia qualità del combo lombardo, dotato di una maturità compositiva ben al di sopra della media e di doti tecniche invidiabili, ben riscontrabili nelle orchestrazioni complesse ed elaborate di questo lavoro. Fin da subito infatti gli arrangiamenti che compongono i ventitre minuti di “Mindprojector” catapultano la mente dell’ascoltatore verso atmosfere ora solari e brillanti, ora oscure ed aggressive. E ciò avviene grazie ad una continua alternanza tra tempi e sfumature diverse, che non lasciano mai nulla al caso e che insegnano, ancora una volta, quanto una tecnica capace di creare strutture minuziose ed eleganti possa essere soltanto un mezzo di ulteriore abbellimento del proprio operato e non tanto il fine primario che una band si propone di raggiungere. Risulta perciò naturale parlar bene di un concentrato di bellezza non solo musicale, ma anche artistica che si snoda attraverso influenze ispirate al prog-metal anni ’90, dove anche richiami al rock più melodico e all’elettronica trovano il loro spazio. Il tappeto sonoro frutto delle mani di Pat Matrone (che in questo disco ha registrato anche le parti di basso e batteria) e Paolo Rama ci conduce attraverso lidi a tratti già esplorati da nomi illustri del genere (su tutti Dream Theater, Rush e gli Ark di Jorn Lande), senza però incorrere nel rischio di cadere nella ripetitività, con l’aggiunta anzi di un pizzico di personalità in più e con uno spiccato senso della melodia. Bastino come esempio di quest’ultimo caso i gustosi e coinvolgenti inserti di tastiera presenti su “Discovery”, grazie ai quali i toni dell’opening track del cd si fanno ora più elevati e magniloquenti, specie sul ritornello, ora più atmosferici e pacati, con delicati passaggi di pianoforte. Non mancano poi momenti in cui ad affermarsi è il lato più dinamico e granitico della band e per quest’occasione fa da testimonianza quello che a mio avviso è il pezzo più bello dell’intero promo: “Dark Skies”, ovvero cinque minuti di energia, potenza e talento allo stato puro, dove anche la voce gioca un ruolo di primo piano. Peccato soltanto di essere quasi giunti al termine: “The Thin Line” infatti, la traccia più lunga dell’intero lotto, rappresenta l’epilogo di “Mindprojector”. Tuttavia nel brano in questione trovano ancora conferma le ottime qualità espressive degli Ora Nombro e ancor di più risalto le doti vocali di Pino Tozzi, singer di indubbio valore che in quest’episodio alterna tonalità da capogiro a trame più soffuse ed emotive. Su tutte prevale la parte finale, una più che degna conclusione per un lavoro veramente al di fuori del comune.<br />
Cosa dire ulteriormente? Rimane sostanzialmente poco da aggiungere, se non che gli Ora Nombro, vista anche la loro giovane età, hanno davanti a sé un roseo futuro che di certo non li priverà di soddisfazioni in questo campo. Le basi ci sono tutte e la strada da percorrere è quella giusta. Di sicuro sapranno regalarci altre emozioni come queste e sarà davvero un piacere riascoltarli! Da supportare!</p></div>
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		<title>&#8220;un gioco di chiaro scuri molto suggestivo&#8221; (IT)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 15:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ora nombro</dc:creator>
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<p>Riesco a recuperare questo demo tape di sfuggita, e meno male…altrimenti avrei rischiato di perdermi un pregevole esempio di Prog Metal suonato e prodotto come Dio comanda. Il disco in questione è opera di un trio che ha la sua base nei dintorni di Milano, e si presenta coma una gradevole alternativa per i fans di band come Dream Theater, Symphony X o i nostri DGM.</p>
<p>La prima traccia inizia con un intro di tastiera che sfocia in una strofa di matrice tipicamente prog, che è poi seguita da un bridge che ricorda da vicino la band di Mike Romeo e da un ritornello molto melodico à la Magnitude 9. Non è finita qui; la song in questione continua a snodarsi tra pezzi orecchiabili e frangenti più aggressivi, con le chitarre in bella evidenza e la voce di Pino Tozzi (ex Time Machine) a reggere le fila del discorso.</p>
<p>Il secondo brano del cd si presenta in maniera piuttosto diversa dal precedente; infatti l’incipit è sempre affidato ai synth, ma il ruolo fondamentale continuano a recitarlo le chitarre, qui molto cattive e oscure, che giocano a creare un gioco di chiaro-scuri molto suggestivo. Il chitarrista Patrick a metà del brano si ritaglia uno spazio per un assolo nervoso e tecnico in cui affiorano le sue influenze: John Petrucci e Yngwie Malmsteen (Pat, dimmi se sbaglio…ndr). L’ultima traccia del demo in mio possesso si apre con un giro di accordi che potrei definire solare, impressione che mi accompagna anche nei seguenti passaggi, che mi hanno riportato alla memoria alcune composizioni di un certo “Images And Words”…e scusate se è poco! Molto bello anche il lavoro svolto per le voci e il break in cui chitarra e tastiera si rincorrono in una progressione in cui, ancora una volta fanno capolino i Dream Theater; il brano prosegue poi secondo gli stilemi del Prog, ovvero alternando spezzoni melodici a parti rabbiose, il tutto condito da una drum machine programmata ad hoc e mai troppo invasiva.<br />
Per Concludere, vorrei una menzione d’onore per la produzione del disco: a quanto riferitomi, questo è un lavoro completamente fatto in casa, dalle registrazioni al mixing; motivo in più per farci capire che i ragazzi hanno del potenziale e non aspettano altro che una label che voglia scommettere su di loro. Bravi, bravi, ed ancora Bravi!!!</p>
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